Caro sig. Cappellani, se mai riuscirà questo mio scritto a pervenirle in qualche modo, la informo di non aver minimamente intenzione di mettere in discussione la sua capacità critica in qualità di giornalista e scrittore, nè tanto meno la sua vena artistica. Chi scrive è un piccolo imprenditore agrituristico che opera da quasi 30 anni nel Salento, di cui lei ha scritto un articolo qui: https://mowmag.com/attualita/calo-di-turisti-in-puglia-sfuma-il-sogno-california-del-sud-in-salento-e-giusto-tra-prezzi-folli-pochi-servizi-e-quella-rottura-della-taranta
Il Salento, la prego, lo lasci raccontare a noi Salentini, che lo abbiamo tirato su grazie alle “finte masserie” da lei citate, a “quella rottura della taranta” sempre da lei citata, e con le “pugliesi in sovrappeso e smagliature in tanga”, ancora una volta da lei citate. Siamo noi, i “terroni” da lei citati, anzi, da un siciliano citati, che stanno vivendo un periodo di flessione anche fisiologico, come tutto il comparto, colpito dai rincari dei prodotti energetici e annichilito dall’inflazione.
Mi dica: le masserie autentiche sono solo in Sicilia? Il caro prezzi c’è stato solo nel Salento? I lidi in stile Rimini sono stati tutti smantellati, proprio perchè gli amministratori hanno compreso che quel modello non ci apparteneva. Ed io le ripropongo la foto del famigerato Samsara da lei stesso pubblicata, perchè il mio articolo si intitola “Il Salento visto da Ottavio Cappellani”. Ma se lei lo vede ancora così, forse è rimasto in arretrato di qualche anno…
“Terroni. Siete terroni. Di meglio non saprei dire.” Così conclude il suo pezzo…Ma mi dica, aveva degli avi tirolesi? Perchè tanto disprezzo? Perchè la taranta le rompe le palle? Ogni anno migliaia di persone in festa: si chiama tradizione e noi ne siamo pervasi. E al turista piace da matti.
Anche la sua Sicilia è una terra stupenda, ma lei mi ha un po’ deluso.
Un cordiale saluto
Fabrizio Manco
